
Ne parla il Guardian e lo conferma l’amministrazione Obama: non è una bufala, nel tentativo di rimediare la BP non si preoccupa affatto di evitare di uccidere altri animali. D’altra parte, cosa ci aspettavamo, da un’azienda che risparmia sulle misure di sicurezza e pensa a farsi pubblicità e a spartirsi i dividendi dopo un disastro simile?
Decine e decine di tartarughe che hanno avuto la sola sfortuna di affiorare all’interno di una chiazza dove vengono praticati gli incendi controllati: la BP, per evitare di perdere altro tempo, ostacola il salvataggio delle tartarughe da parte delle associazioni ambientaliste e le fa letteralmente finire nei roghi mentre sono ancora in vita. Le tartarughe muoiono arse vive. E ci perdonerete se non usiamo mezzi termini ma questa è la fine che dovrebbero fare i responsabili di tutto questo. Non animali innocenti. Tra le altre cose, si tratta della tartaruga marina di Kemp’s Ridley, al primo posto tra le cinque specie più rare che si trovano nel Golfo del Messico. Prima il petrolio, ora il fuoco, la sopravvivenza della specie è sempre più a rischio. Le barche degli ambientalisti, che tentano di salvare gli animali intrappolati, vengono respinte dalla BP.
