
In questo periodo si sta facendo sempre più pressante un problema prima di tutto morale, ma da un certo verso anche materiale, che sta facendo preoccupare la gente di tutto il mondo. Per dirla in breve, gli orsi polari sono a rischio estinzione, hanno bisogno fondamentale dei ghiacci che costituiscono il loro territorio nel circolo polare artico. Il problema è che quella zona è ricca di giacimenti di petrolio che, se sfruttati, farebbero abbassare il prezzo del greggio.
Quindi che fare? Dar ragione alle nostre tasche, rischiando di veder aumentare a livelli stratosferici il prezzo della benzina, o salvare la vita a quelle poche decine di rappresentanti degli orsi polari? La decisione finale spetta ad uno degli uomini meno amati della terra, George W. Bush, che negli ultimi mesi del suo mandato ha avuto una svolta ecologista. Ma sarà sufficiente per salvare la vita all’orso bruno?
Il problema è sorto all’inizio dello scorso anno, quando Greenpeace chiese alla comunità internazionale, ed in particolare al Governo Americano, di riconoscere la specie degli orsi polari a rischio estinzione. Grazie agli accordi internazionali, quando una specie viene dichiarata a rischio ottiene una serie di aiuti per tutelarla, che vanno dal divieto di caccia alla tutela del loro habitat naturale.
